APOSTOLUS · PATRONUS

Rita da Cascia

«Patrona delle cause impossibili e disperate»
Icona — Rita da Cascia
S · RITA · CASIENSIS
AGOSTINIANA · UMBRIA · 1381–1457

Santa Rita da Cascia

Santa Rita da Cascia (1381 ca.–1457) fu una beata agostiniana del XV secolo, venerata come patrona delle cause impossibili e disperate.

INFANZIA E MATRIMONIO

Rita (Margherita) Lotti nacque intorno al 1381 nel borgo di Roccaporena, presso Cascia, in Umbria, nell'Italia centrale. Era l'unica figlia di genitori pii e già anziani, Antonio e Amata. Fin da bambina fu attratta da una vita di preghiera e desiderava entrare in convento, ma per obbedienza ai genitori accettò il matrimonio che le avevano combinato quando era ancora giovanissima.

Il marito, Paolo Mancini, era uomo dal carattere duro e violento e aveva molti nemici; i primi anni di matrimonio furono per Rita causa di grandi sofferenze. Gli diede due figli. Secondo la tradizione, con pazienza, dolcezza e preghiera incessante ne addolcì a poco a poco il cuore, finché egli si pentì della vita passata — ma fu presto ucciso in una delle faide di sangue che insanguinavano quelle terre.

IL PERDONO E LA VITA RELIGIOSA

Al funerale Rita perdonò pubblicamente gli assassini, ma i suoi due figli, ormai quasi adulti, decisero di vendicare il padre. Non riuscendo a distoglierli con le parole, pregò che Dio li chiamasse a sé piuttosto che lasciarli macchiare l'anima con un omicidio; entrambi morirono poco dopo di malattia. Rimasta senza marito né figli, Rita si rivolse interamente a Dio.

Chiese di essere accolta nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena a Cascia. Le fu rifiutato più volte — anche a causa della faida ancora viva attorno alla morte del marito — ma fu infine ammessa, dopo aver favorito la riconciliazione tra le due famiglie. La tradizione narra che fu introdotta nel chiostro in modo miracoloso, per l'intercessione dei suoi patroni Giovanni Battista, Agostino e Nicola da Tolentino. Vi visse circa quarant'anni nella preghiera, nella penitenza e nell'umile servizio.

STIMMATE E MORTE

Negli ultimi anni, mentre pregava davanti all'immagine di Cristo coronato di spine, Rita ricevette sulla fronte una ferita, intesa come stigmate parziale, che portò fino alla morte. Secondo il racconto, durante l'ultima malattia chiese a una parente di portarle dal giardino di Roccaporena una rosa e dei fichi; benché fosse pieno inverno, furono trovati fioriti. Rita morì il 22 maggio 1457.

VENERAZIONE ED EREDITÀ

Il suo corpo fu trovato incorrotto ed è venerato ancora oggi nella Basilica di Santa Rita a Cascia. Beatificata da papa Urbano VIII nel 1627 e canonizzata da papa Leone XIII il 24 maggio 1900, ricevette il titolo di «patrona delle cause impossibili». È invocata nelle cause disperate e perdute, nelle difficoltà coniugali e di fronte alla violenza, ed è venerata come protettrice delle vedove, delle madri e dei malati. È raffigurata per lo più con la ferita sulla fronte, con le rose e con le api.