L'Apostolo Giuda Taddeo
Uno dei dodici apostoli del Signore nostro Gesù Cristo. Cugino del Salvatore secondo la carne, figlio di Alfeo (Cleofa) e di Maria, parente della Santissima Madre di Dio. Fratello dell'apostolo Giacomo il Minore. Nel Vangelo è ricordato come colui che all'Ultima Cena chiese: «Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?»
ORIGINE E VOCAZIONE
San Giuda nacque in Galilea, nella città di Cana. Suo padre Alfeo era fratello di san Giuseppe Sposo di Maria, e sua madre Maria era parente della Santissima Vergine Maria. Giuda era dunque stretto parente del Signore nostro Gesù Cristo.
In gioventù si dedicava all'agricoltura, come la maggior parte dei galilei. Quando il Signore Gesù Cristo cominciò a predicare il Vangelo, Giuda lasciò tutto e Lo seguì. Il Salvatore lo scelse come uno dei dodici apostoli, perché stessero con Lui e perché li mandasse a predicare.
LA MISSIONE DOPO LA PENTECOSTE
Dopo la discesa dello Spirito Santo e la dispersione degli apostoli per il mondo, san Giuda predicò il Vangelo in Palestina, Arabia, Siria, Mesopotamia e Persia. Secondo un'antica tradizione giunse anche a Edessa, dove guarì dalla lebbra il re Abgar — episodio che altre fonti attribuiscono a Taddeo di Edessa, uno dei settanta discepoli.
Nel corso del suo ministero apostolico, san Giuda compose una lettera cattolica, conservata nel canone del Nuovo Testamento. In questo scritto breve ma denso di significato, egli ammonisce i fedeli contro i falsi maestri e li esorta a custodire la fede trasmessa dagli apostoli.
IL MARTIRIO
Secondo la tradizione, san Giuda subì il martirio in Persia o in Armenia insieme al santo apostolo Simone lo Zelota, intorno all'anno 70. Fu ucciso dai sacerdoti pagani a colpi di mazza e con una scure conficcata nel capo — da qui proviene il suo attributo iconografico: la scure o la lancia.
Le reliquie del santo apostolo Giuda Taddeo furono in seguito traslate a Roma e deposte nella Basilica di San Pietro, dove riposano tuttora accanto alle reliquie del santo apostolo Simone.
PATRONO DELLE CAUSE DISPERATE
La venerazione particolare a san Giuda come intercessore nelle cause più difficili nacque in Europa già nel Medioevo, ma conobbe la sua massima diffusione tra il XVIII e il XIX secolo, grazie alle grazie ottenute per sua intercessione.
Perché proprio san Giuda? Santa Brigida di Svezia e santa Teresa d'Avila testimoniarono che nelle loro rivelazioni il Signore aveva promesso una particolare cura alle preghiere di questo apostolo — proprio perché molti confondevano il suo nome con quello di Giuda Iscariota e si vergognavano di invocarlo. Il Signore volle esaltare questo suo servo dimenticato e gli accordò un potere speciale per soccorrere nelle situazioni in cui non rimane più alcuna speranza umana.
Ai nostri giorni san Giuda Taddeo è venerato in tutto il mondo. A lui ci si rivolge nelle situazioni più disperate — nelle malattie gravi, nelle crisi familiari, nelle difficoltà economiche, nello smarrimento di ogni speranza. E la novena in suo onore, da oltre un secolo, rimane la forma più nota di preghiera per implorare la sua intercessione.